Notizie fake: tre app per Android per scherzare con gli amici

Gli scherzi sono un elemento ineliminabile in un rapporto di amicizia, e quando non diventano pesanti risultano molto divertenti. E Play Store ha alcune app per Android decisamente interessanti in questo senso. Manifesti, notizie del Televideo, titoli di giornali: tutti rigorosamente fake. Il tuo amico-rivale è arrivato ultimo al fantacalcio? Il vostro compagno di uscite notturne ha passato una serata un po’ sopra le righe e volete immortalarla? La squadra di calcetto avversaria ha preso una bastonata storica? Ecco qualche suggerimento per “celebrare” gli eventi all’insegna degli scherzi.

Crea pagina Televideo scherzo è un nome abbastanza casuale dietro cui si cela un contenuto molto divertente. Come si intuisce questa app per Android permette di creare titoli fake riproducendo l’ormai grafica vintage del Televideo. Il vecchio servizio di teletext RAI sopravvive ancora, nonostante l’era di Internet, ma il suo fascino resta intatto. E un titolo finto, dedicato a un amico, fa sempre la sua figura. L’immagine salvata può essere poi condivisa su Facebook, Twitter, Whatsapp, forum ed email.

App non propriamente adatta agli utenti scaramantici, Crea manifesto lutto scherzo non richiede spiegazioni. Necrologi per squadre di calcio, personalità, utenti famosi dei social network, o più semplicemente per amici: questa app genera manifesti personalizzati per celebrare un lutto. Ma sempre per scherzo. La notizia fake può essere poi condivisa sui social network e sulle altre piattaforme.

Crea Prima Pagina Giornale è analoga alla prima app presentata. Ma al posto del titolo sparato a pixel spigolosi, questa app simula un titolo e sottotitolo personalizzati a caratteri cubitali. In questo modo qualsiasi amico può diventare un “mostro” da sbattere in prima pagina. Ma solo su giornali piuttosto improbabili come il Corriere della Pera e Rebupplica. Un bug dell’app è il limite di lettere per il sottotitolo fake: se si superano i 35 caratteri il software chiede di inserire di nuovo la frase.

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Whistle me: come recuperare il proprio telefono con un fischio

“Mi fai squillare il cellulare?” è una frase che si è sentita molte volte. Basta un momento di distrazione per lasciare il proprio telefono nei posti più strani della casa, in mezzo ai cuscini del divano oppure sopra un ripiano alto di un mobile. Purtroppo a volte la chiamata tattica per seguire le onde sonore emesse dal cellulare non è sufficiente per ritrovarlo. La modalità Silenzioso rende la ricerca assai più ardua. Ma Whistle Me è un’app per Android che può aiutare i possessori più sbadati.

Come suggerisce il nome dell’app Whistle me è un software che offre l’opportunità di recuperare uno smartphone perso per casa con un semplice fischio. L’app, una volta riconosciuto il fischio, inizierà a segnalare la propria presenza in vari modi. Schermo lampeggiante, suonerie, messaggi personalizzati: a seconda delle impostazioni settate dall’utente Whistle me farà palesare d’incanto il cellulare.

Per evitare di attivare l’app con un fischio accidentale si può impostare Whistle me per il riconoscimento di due o più fischi. Inoltre, per essere certi di ritrovare il telefono, è possibile settare il volume dell’app al massimo anche se il cellulare è in modalità silenziosa. Questa simpatica app è personalizzabile nei segnali acustici. L’utente infatti può decidere la modalità della risposta dello smartphone al sibilo: lettura dell’ora, suoneria oppure un messaggio a scelta.

Qualche inconveniente deriva dal misconoscimento del fischio: per esempio può capitare di fischiettare una canzone e di far partire involontariamente Whistle me. L’esecuzione in background del software è un altro problema non indifferente. Molti utenti, pur apprezzando molto l’idea di fondo, lamentano un eccessivo consumo di batteria. Considerando l’autonomia non propriamente inesauribile della gran parte degli smartphone questa nota è senza dubbio negativa. Ma gli aggiornamenti futuri dovrebbero migliorare l’efficienza dell’app.

Se volete testare il consumo della batteria e soprattutto la vostra capacità di fischiare potete scaricare Whistle me da Play Store. L’applicazione è disponibile gratuitamente, con bannerino pubblicitario sotto la schermata delle impostazioni, oppure a pagamento, nella versione ads-free. Il prezzo è di 0,61 euro.

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Phantom invia sui social network foto che si autocancellano

Phantom è un’app per Android che consente di spedire foto che dopo un determinato numero di secondi si autocancellano, impedendone il salvataggio. Fin qui niente di nuovo: gli utenti più smaliziati (o maliziosi) avranno pensato subito a un clone di Snapchat, l’app che dissolve nel nulla le foto inviate e che garantisce l’utente dallo “sputtanamento”. Ma Phantom è un sistema assai più sofisticato.

Questa app prodotta da Linx permette di inviare in tutta sicurezza foto e video non solo su Whatsapp e Telegram ma anche su Facebook, Twitter , Google+, sms ed email. Il timer, che da un secondo può essere illimitato, consente all’utente di decidere per quanto tempo rimarrà online lo scatto. Spetta ancora all’utente stabilire il numero massimo di persone che potranno visualizzare la foto. Questa opzione è assai utile in caso di condivisione pubblica del selfie o di qualsiasi altra fotografia “compromettente”. Rispetto a Snapchat è molto più difficile conservare la foto con lesti e furtivi screenshot. La novità di Phantom in materia di privacy è proprio il sistema adottato, che appare blindato. La foto rimane visibile solo tenendo un dito poggiato sul display, e nel frattempo l’app disabilita alcune funzioni dello smartphone per impedire azioni come l’acquisizione immagine. E chi bara viene espulso dal servizio. Discrezione e riservatezza degni di James Bond. Unica soluzione percorribile è fotografare con un secondo smartphone l’immagine sul display. Riprendendo anche il “fastidioso” dito sopra lo schermo.

Phantom consente di applicare filtri à la Instagram -anche se sono di minor qualità- e di scrivere delle didascalie sotto la foto. E’ anche possibile disegnare con vari colori, in punta di dito, sopra lo scatto. I contenuti possono essere condivisi anche su altre piattaforme come Blogger, WordPress, Pinterest, e Tumblr. L’app è gratuita ed è disponibile su Play Store.

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Sky Go non più accessibile per Samsung Galaxy Tab 10.1 e Galaxy Tab 8.9

“Pagliacci”, “ladrata”, “vergogna”, “ridicoli”: questi sono solo alcuni degli insulti degli utenti Samsung rivolti a Sky. L’emittente satellitare di Murdoch ha infatti deciso di tagliare il servizio in streaming on-the-go su alcuni tablet dell’azienda sudcoreana.  Con l’aggiornamento dell’app da parte di Galaxy App a metà Luglio Sky Go non è più accessibile ai vecchi tablet della prima generazione della Samsung. Una decisione che ha colto di sorpresa molti utenti, evidentemente inviperiti per il comportamento dell’azienda. L’upgrade di Sky Go per Android 4.4 KitKat ha dunque tolto la possibilità ai possessori del Galaxy Tab 10.1 e del Galaxy Tab 8.9 di usufruire un servizio che viene pagato profumatamente dagli abbonati. E le minacce di disdetta non sono tardate ad arrivare sui call center di Milano e di Roma.

Il sospetto di un’obsolescenza programmata da parte di Samsung, che di Sky Go fa un suo cavallo di battaglia, è fondato. L’avvenuta discriminazione non è giustificabile né sul piano tecnologico né, tantomeno, sul piano economico. La partnership fra il colosso sudcoreano e l’azienda di Rogoredo, ormai consolidata da anni, dovrebbe essere in grado di superare eventuali difficoltà tecniche derivanti dalla compilazione del codice compatibile con KitKat. Nulla vieta il rilascio di due app distinte. I tablet Samsung, inoltre, non sono forniti agli abbonati in comodato gratuito, come avviene invece per i decoder, e quindi per vedere Sky Go è necessario un esborso economico accessorio, dell’ordine anche di 600 euro. Considerando quindi la spesa dell’abbonato per acquistare il tablet le proteste degli utenti sono ampiamente giustificabili.

Attualmente non sono ancora disponibili app modificate per godere dello spettacolo del cinema e dello sport a pagamento. Uno spettacolo, a dire il vero, piuttosto lacunoso. Il miglioramento della qualità di trasmissione di Sky Go è stato netto negli ultimi mesi ma ancora non basta per garantire uno streaming fluido per molti minuti. La speranza è che Sky ritorni al più presto sui suoi passi e decida di restituire agli abbonati meno al passo con i tempi un diritto pagato con puntualità ogni due mesi.

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Opti Pobà: il gioco Android sullo scivolone di Tavecchio

L’11 Agosto si decide in buona parte il destino del calcio italiano e della Nazionale italiana del prossimo decennio. E’ prevista infatti l’elezione del Presidente della FIGC, che vedeva come gran favorito l’attuale Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Carlo Tavecchio. Il verbo all’imperfetto rispecchia la realtà della situazione attuale. La frase infelice sul presunto calciatore di colore Opti Pobà “mangiabanane” rappresenta decisamente un passo indietro per Tavecchio, che ora deve far fronte anche alle critiche della UEFA, indignata per l’uscita di stampo razzista. La frase non è passata affatto inosservata nemmeno nel mondo del web e alle “avventure” di Tavecchio è stata dedicata un’app per Android dall’inequivocabile titolo Optì Pobà.

E’ sufficiente un minimo di intuito per comprendere il tema e il contenuto di gioco, anche senza scaricare l’app. In questo simpatico e ironico videogame un personaggio, molto simile al candidato alla presidenza della FIGC, deve cogliere più banane possibili. E ad ogni nuovo inizio di partita il protagonista è invitato a “raccoglierle tutte”. E’ proprio il fantomatico calciatore laziale Opti Pobà, ritratto in maglia biancoceleste, a incitare il Tavecchio versione raccoglitore di frutta. La grafica del gioco, che ricorda il primo quadro di Super Mario Bros, è stata realizzata da Xgear ed è già virale: nel giro di poco più di 24 ore già 125 recensioni pubblicate sulla pagina dell’app, quasi tutte positive. E il numero di download dal Play Store di Google è destinato a crescere in modo esponenziale man mano che ci si avvicina alla fatidica data dell’11 Agosto.

Il personaggio raffigurante Tavecchio deve superare tutti i livelli del gioco per poter soddisfare la fame di potassio di Opti Pobà. Il giovane ed inesistente calciatore di colore è diventato nel corso dei giorni un simbolo della lotta al razzismo in Italia. E, tra improvvise aperture nel terreno e salti su piani superiori, la corsa dell’attuale Presidente della Lega Dilettanti è irta di ostacoli. Una metafora delle difficoltà che Carlo Tavecchio sta incontrando sul suo cammino verso le elezioni dell’11 Agosto.

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Farmerama e i videogiochi da tavolo: il passato che rinnova il futuro

Si chiamano corsi e ricorsi storici quegli avvenimenti che si ripetono a distanza di tempo. Anche questo sono in grado di fare i videogame: materializzare il virtuale.

E’ successo con Bigpoint ed il suo Farmerama, simpatica e popolarissima fattoria online, che ha ispirato la produzione dell’omonimo gioco da tavola: romantica trasposizione dall’intangibile a tangibile.

Esattamente l’opposto di ciò che si può immaginare ed è infatti accaduto: basti pensare al mitico Monopoli che è stato schiaffato dentro uno schermo. Niente più candele, vasetti, banconote (finte) di carta e tabellone: tutto manipolato e trasformato per rendere il famoso gioco da tavola divertente anche su console e PC.

Farmerama, invece, è riuscito a ribaltare la canonica sequenza temporale reale-virtuale. Quando un videogame riesce nell’impresa di far produrre un gioco da tavolo significa che ha fatto davvero centro. In effetti Farmerama può vantare circa 50 milioni di giocatori, un numero che è davvero impressionante.

Il multiplayer online ha sbancato e la fattoria online sta ancora mietendo, è proprio il caso di dirlo, successi incredibili. Per chi ancora non lo conoscesse, questo videogame online, che non ha bisogno di installazione né download, è una vera e propria azienda agricola da far funzionare come un orologio svizzero. Tra animali irresistibili, raccolti da irrigare, livelli di concime da regolare e attività commerciali da ingranare, Farmerama è divertente, immerge il player in un mondo coloratissimo e lo tiene incollato allo schermo, perché la fattoria deve assolutamente funzionare!

Insomma, imparare a fare il contadino ed il proprietario terriero, non è mai stato così piacevole, leggero e soprattutto educativo.  Un videogioco aggiornato continuamente che non ha messo da parte l’aspetto grafico: intuitiva, vivace ma soprattutto dettagliata l’interfaccia che risulta fluida.

Farmerama ci proietta nelle “strategie di campagna” più spassose ed è riuscita in una impresa inconsueta ovvero trasformare un videogioco online in gioco da tavola: una moda degli anni 90 che rivive grazie alla vivacità e la freschezza della fattoria più sorprendente e bizzarra.

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Arriva il nuovo iPhone, e Android?

Apple ha continuato sulla strada tracciata con l’iPod Touch, ovvero investire sul mercato dei giovani per diventare dei leader assoluti per quello che riguardi videogames e apps. Si è quindi arrivati ad una soluzione che porta tutta la potenza di iPhone 5, in un nuovo modello da un taglio particolarmente dedicato al gaming, con un costo anche più accessibile. Sembra quindi che la guerra per la realizzazione di device che possano portare nuova linfa e creatività per i giochi online sia diventata uno degli degli asset di marketing più importanti anche nei prodotti di consumo. Le SDK dovrebbero beneficiare di questo tipo di impostazione in quanto il rendering degli elementi grafici diventa sicuramente molto più interessante con questo tipo di hardware a far girare i giochi in uscita.

Android dal suo canto con la versione KitKat in uscita dovrebbe probabilmente portare nuovi driver per migliorare la compatibilità e le performance anche con i vecchi device. Una strategia che sicuramente pagherà sul lungo periodo, grazie ad una filosofia che permette di entrare su più device senza soffrire in maniera eccessiva della frammentazione che distrugge le possibilità di vendita per molti piccoli sviluppatori.

Aspettiamo quindi di capire con le prossime release quale sarà il futuro dei più famosi titoli prodotti negli ultimi mesi.

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Nuovo Nexus, nuovi giochi?

Google ha presentato il nuovo Android 4.3, con diverse novità per la gestione di nuovo hardware, anch’esso uscito in occasione di questo evento sotto forma di un rinnovato Nexus 7. Il processore è stato il fulcro più importante del rinnovamento, con lo Snapdragon 600 a cui fa compagnia una RAM da 2GB. Presentato anche il cosiddetto “Chromecast”, per trasmettere in streaming direttamente dal proprio device mobile.

Per quanto riguarda gli online games non ci sono state particolari novità da segnalare, anche se il settore aspetta con grande curiosità di vedere le potenzialità della possibilità dei 1080p per l’utilizzo di texture in alta risoluzione anche per quanto riguarda Android (anche grazie all’introduzione di OpenGL 3.0)

Vedremo se nel futuro di Google ci saranno quindi degli investimenti specifici in questo tipo di business, a partire dallo sviluppo di un videogioco che possa aprire la strada per una crescita del settore mobile. Il punto di partenza è tutto nelle mani di chi saprà portare la qualità insieme alla profondità della storia su piattaforme accessibili a tutti. Google ha le competenze per farlo.

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Android reinventerà i giochi?

Android sembra essere sempre di più legato al mondo dei giochi in multiplayer. Il core della piattaforma è stato più volte riscritto per permettere un’interoperabilità tra diversi device (soprattutto Tablet e Smartphone, ma anche questi ultimi rispetto alla TV). Il futuro quindi potrebbe prevedere un incremento progressivo degli sforzi per ottenere dei prodotti a livello grafico sempre più curati e complessi.

La dimostrazione su iPhone è stata piuttosto evidente con prodotti che hanno raggiunto un successo di critica internazionale evidente (pensiamo a Infinity Blade, che ha fatto del suo engine un esempio da seguire per tutti gli altri sviluppatori) con dei costi di sviluppo sostenuti da un ciclo non troppo lungo, senza spese di stampa e marketing cartaceo (pensiamo soltanto a quanta parte dei guadagni e degli utili delle software house viene assorbito dai rivenditori, a partire da GameStop che è diventato un vero e proprio cancro per tutta l’industria).

Google non vuole essere da meno e vorrebbe ottenere una fetta di pari importanza in questo tipo di settore, e quindi ecco l’investimento in OpenGl 3, e tutte le tecnologie per facilitare il processo di attrazione degli sviluppatori. Il problema resta sempre la frammentazione che di certo non permette una diffusione trasversale di queste idee su tutti i device, ma più passa il tempo più si dovrebbe riuscire ad avere basi installate sufficiente con i device di fascia alta (pensiamo ai Galaxy S4).

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Rubare password Facebook, attenzione a truffe e bufale

Facebook è ormai stato consacrato come il social network più popolare del momento. Su FB si svolge la vita virtuale di milioni di persone nel mondo, così molti si chiedono: come rubare la password di un profilo?

Un titolo come Rubare password Facebook: attenzione alle truffe” suona come un ossimoro, dal momento che già carpire password non è certo l’attività più onesta del mondo.

Anzi, è qualcosa da sconsigliare fortemente. Eppure, c’è chi sente forte la tentazione di leggere i messaggi privati scambiati dalla propria ragazza o ragazzo, di fare un dispetto a quel compagno che gli sta antipatico fin dalle medie o semplicemente di curiosare “dietro le quinte” del profilo di qualcuno.

Chi non lascia questi propositi nella sua mente, ma si avventura sul web con l’intento di concretizzarli, può però incorrere in bufale e danni. Ci sono infatti diversi programmi malevoli che fanno cadere nella trappola con la promessa di password segrete. E poi ci sono bufale: gira un metodo che promette di arrivare alla password di un profilo in pochi semplicissimi passaggi.

Il primo passo dovrebbe essere quello di crearsi un profilo fasullo. E’ vero che questi non sono i benvenuti su FB, ma ne girano tanti in attesa di segnalazioni. Fatto questo, bisogna chiedere l’amicizia alla “vittima”.

Si sa come funziona su FB: la parola “amico” implica un concetto del tutto relativo, così è facile ritrovarsi amici di persone che non si sono mai viste in faccia e di nick che non si sa neanche fino a che punto corrispondano ad una persona reale.

Una volta diventati amici, si dovrebbe premere 7 volte su F5 o Aggiorna pagina, et voila, la password apparirebbe in basso sullo schermo per pochissimi secondi. Si tratta di una bufala, eppure ci hanno creduto in tanti.

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